"Haapsalu" era

Metal Eyes - Iyezine - November 2018 (IT)

Haapsalu è un paese dell’Estonia affacciato sul Mar Baltico e meta del viaggio che ha ispirato questo terzo lavoro dei torinesi The Selfish Cales, splendida realtà progressiva e psichedelica che con questo lavoro inizia un nuovo percorso sia per quanto riguarda il sound che gli interpreti, guidati dall’unico reduce della passata line up, Andy Cale.

Haapsalu è un album di rock progressivo che lascia spazio alla psichedelia, al blues e al glam di scuola Mark Bolan, lasciando poco al rock moderno a favore di un approccio ben saldo negli anni sessanta e settanta.

Armonie acustiche, elettrizzanti chitarre hard rock e cambi tempo ed atmosfere ci accompagnano dal momento in cui il treno si ferma ad Haapsalu e noi vi si sale per affrontare questo viaggio tra il rock progressivo d’alta scuola che inizia con Baltic Memories, brano che ci dà il benvenuto nel mondo dei The Selfish Cales.
Beyond The Last Horizon mette in risalto l’anima più progressiva del gruppo, giocando su molti cambi di ritmo e si colloca tra due gemme musicali come la title track e la splendida e sognante Winterfell, brano acustico e progressivo che ricorda a tratti gli Yes.
Chestnut Maze è il singolo che ci porta verso la seconda metà dell’opera, che ha in Kaspar Hauzer uno dei momenti migliori, tra bellissime linee vocali e ritmiche progressive di grande tecnica ed impatto.

Haapsalu si rivela un lavoro che amalgama con disinvoltura i generi citati, cullandoci con bellissime parti melodiche, armonizzazioni vocali e digressioni tecniche di altissimo livello, il tutto con un’aura di magico rock progressivo di grande fattura.

Voto: 8,4

https://metaleyes.iyezine.com/the-selfish-cales-haapsalu/?fbclid=IwAR34PRMyNfld2kPyLq_Ssv7qOx6deAbx16DcotzDuLR65Fl-FG3RByziqlw

Jersey Beat, November 2018 (EN)

The Selfish Cales, named for front man Andy Cale, hail from Turin, Italy. Formed in 2010 through myspace.com, the band focuses on a retro sound that blends late 60s and early 70s flower child rock, psychedelic, and funk. To be quite honest, this sounds like the kind of music some of my high school friends made in their bands back in the 70s. I think the opening track is related to the album title. Haapsalu is apparently a city in Estonia. And the first track is titled “Baltic Memories.” It’s a song in, I believe, 12/8 time for a good part of it, before the heavy funky bass comes in, keyboards getting jazzy, and the whole thing goes from listenable prog-like music to something out of the 70s suburban band scene. The production values add to that sense, in that it sounds like it was recorded inside an empty high school gymnasium. This whole record reminds me somewhat of a lesser quality version of Ambrosia’s classic first album.

http://www.jerseybeat.com/paulsilver.html?fbclid=IwAR1zA4J8VMXZm7Y2_eFpFSDN2Rw8P0cVxFK9jltmugIqJ0WKmipBq2feOwM

Radiocoop, October 2018 (IT)

La band torinese approda all’esordio discografico sulla lunga distanza con 9 brani autografi e un titolo che fa riferimento ad una piccola cittadina estone. Un ottimo mix di sonorità ispirate al pop psichedelico dei 60’s ma con un approccio che punta deciso al primo album dei Cure “Three imaginary boys” (soprattutto in certe parti vocali). Il tutto in chiave attuale e con ottimi arrangiamenti. Un buon disco.

https://www.radiocoop.it/th-selfish-cale-haapsalu/?fbclid=IwAR1hk5UX0NRvuGewJ1_aRwjc_v2Q3kSVcRR2XrfYeYEgrFCZFOb43-a-eaM

Next gigs:

- 12 January - Camalli (Imperia)

Mail: band@theselfishcales.com

Stampa Stampa | Mappa del sito
© The Selfish Cales, site done by Andy Cale.